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13 aprile 2012

Le spinte da parto


 # Chiedi all'ostetrica #
Ciao Angela,
sono Daniela una ragazza di 23 anni alla mia prima gravidanza.
Vorrei chiederti di spiegarmi quanto è grande davvero lo sforzo fisico necessario per spingere durante la fase espulsiva del parto. Alcune mie amiche mi hanno raccontato che è uno sforzo enorme, spingere è la cosa più faticosa che hanno fatto nella loro vita, con addirittura emissione di suoni a denti stretti simili a grugniti.
Secondo te hanno esagerato oppure è proprio così faticoso? Lo sforzo del parto è paragonabile ad altri sforzi che facciamo durante la nostra vita o è molto più intenso? 
Puoi spiegarmi nel modo più dettagliato possibile come è davvero la fase espulsiva?
Ma le ostetriche sono abituate a queste cose, vero? Quando partorirò farò di tutto per spingere in silenzio, ma se lo sforzo è troppo e non ce la faccio non devo farmi problemi a fare smorfie e suoni?
Grazie
Daniela


Cara Daniela,
la fase espulsiva è il momento cruciale, ci indica che l’arrivo del bambino è imminente, in cui non si pensa più al dolore delle contrazioni in quanto la “voglia di spingere” è talmente forte da prendere il sopravvento su tutto.
Ecco che cosa succede.
Nel momento in cui la dilatazione è completa la testa del tuo bambino inizia a scendere nel canale del parto, questa preme sui muscoli del pavimento pelvico e da qui nasce la sensazione di aver voglia di spingere (proprio come quando si ha la sensazione di dover evacuare). Per quanto riguarda i tempi il periodo espulsivo può durare all’incirca un’ora nella primipara e la frequenza delle contrazioni si intensifica, circa ogni 2-3minuti.
Lo sforzo o meglio la forza che caratterizza questo momento è talmente naturale e incontrollabile.
Non si può considerare uno sforzo ma una vera e propria forza che nasce dal movimento del tuo bambino, sì, perché anche lui spinge insieme a te. Non ti resta che arrenderti a quello che senti, lui saprà indirizzarti, quindi concentrati sull’ascolto e non aver paura di assecondarlo.
Non è facile poterti spiegare che tipo e quanta forza serva in quel preciso momento ma posso solo dirti che essendo naturale non esiste nessuno sforzo nella vita quotidiana che possa essere considerato simile. E’ una forza immane, di una potenza ineguagliabile. Solo chi ha potuto vivere questa esperienza può dirti che è una sensazione unica che rende la donna orgogliosa di aver vissuto l’avventura più intensa e straordinaria che è quella di metter al mondo una nuova vita.
Molto importante nel periodo espulsivo è che solo tu saprai quando iniziare a spingere e quale posizione ti sarà di aiuto. E’ bene essere informate che il libero movimento e l’uso di posizioni verticali tipo accovacciata, seduta, in piedi o a carponi per l’effetto di gravità possono accelerare l’espulsione e quindi sono da preferire.
Anche l’uso della voce è un ottimo modo per concentrarsi sulle spinte, ci sono donne che fanno dei vocalizzi o che urlano (anche se quest’ultimo spesso viene considerato controproducente e quindi vivamente sconsigliato). Io posso consigliarti di pensare ad una lettera o ad una parola a te cara e durante le spinte concentrarti proprio su questa, vedrai che potrà esserti utile e crearti meno imbarazzo. Ad esempio le vocali o perché non il nome del tuo bambino.
Non devi avere nessun timore, il personale che ti assisterà è abituata a tutto e non devi sentirti in imbarazzo anzi cerca di non pensarci e lasciarti andare, cerca di vivere questo momento unico il più serenamente possibile perché sarà indimenticabile per te e per il tuo bambino.
Quindi non ti preoccupare e cerca di essere il più naturale possibile e vedrai che andrà tutto per il meglio.

Spero di esserti stata di aiuto e mi raccomando non esitare a ricontattarmi per qualsiasi altro dubbio.
Un abbraccio
Angela l’Ostetrica