Copyright © UN ANGELO DI OSTETRICA
Design by Dzignine
22 ottobre 2013

Come conservare il latte materno

latte materno
Molte mamme si trovano nella condizione di doversi tirare il latte ma poi non sanno come conservarlo.

Le regole per una ottimale conservazione sono molto semplici.

Innanzitutto è bene scegliere il contenitore più adatto alla conservazione. E’ da preferire un contenitore in vetro ma ci sono anche in commercio dei barattoli con tappo in plastica o addirittura dei sacchetti.

I contenitori vanno prima lavati accuratamente con acqua e sapone o sterilizzati per i neonati pretermine (comunque per le prime settimane per tutti i bambini). Invece di comprare uno sterilizzatore sarà più conveniente mettere in ammollo i contenitori in un pentolino con acqua portata ad ebollizione per 10 minuti.

E’ possibile unire il latte estratto in momenti diversi della giornata, invece separate quello raccolto in giorni diversi. Un ottimo metodo di conservazione per non fare confusione è etichettare i contenitori e quindi utilizzare prima quello più vecchio.

Il latte materno può essere conservato a temperatura ambiente:
  • se fa caldo (25-37°C) al max 4 ore
  • a temperatura normale (15-25°C) al max 8 ore
  • se fa freddo (meno di 15°C) al max 24 ore

Per continuare a leggere questo articolo clicca il logo qui sotto....

5 ottobre 2013

Stitichezza in gravidanza

Stitichezza in gravidanza
Stitichezza in gravidanza
La stitichezza in gravidanza è un fenomeno frequente, compare nel 40% delle donne in dolce attesa ed è causato dai cambiamenti ormonali che portano ad una riduzione della peristalsi intestinale ed all’aumento dell’assorbimento di acqua.

E’ difficile stabilire l’incidenza a causa di diverse variabili come per esempio gli effetti dell’assunzione di ferro per bocca; inoltre l’aumento di volume dell’utero comporta una maggiore compressione del colon con un possibile aumento della flatulenza.

Il rilassamento della muscolatura liscia indotto dal progesterone riduce il tono e la motilità dell’intestino aumentando il tempo di transito intestinale (aumentando i benefici sull’assorbimento), ed aumenta l’assorbimento di acqua che quindi tende a favorire la stitichezza.

Inoltre questa condizione è favorita dai cambiamenti delle abitudini alimentari e dell’idratazione e, in alcuni casi, anche dalla riduzione dell’attività fisica.

La frequenza normale di defecazione nelle donne gravide varia significativamente: può andare da 3 volte al giorno fino a una volta ogni 3 giorni. Pertanto è bene considerare la stitichezza non in base alla frequenza ma alla difficoltà associata al disagio nello scaricarsi. Infatti può essere definita tale in caso di dolore durante la defecazione dovuta al difettoso passaggio di feci dure e secche, associata a distensione addominale e massa palpabile in fossa iliaca sinistra.

La dieta ed il cambiamento dello stile di vita sono le principali risposte alla stitichezza in gravidanza. I cambiamenti dietetici prevedono un aumento dell’apporto di fibre, per esempio cereali, legumi (piselli e lenticchie), riso integrale, noci, semi e frutta disidratata.

Per continuare a leggere questo articolo clicca sul logo qui sotto...